mercoledì 31 luglio 2013

La ricerca della felicita'

Tutti ricercano la felicita' ma spesso abbiamo idee sbagliate su cosa sia realmente.
La maggior parte delle persone pensa che la felicita' sia guadagnare molto, avere una Ferrari, gioielli, poter comprare tutto ciò che si desidera senza problemi. Ebbene, pare non essere cosi' .... E' stata condotta una ricerca su persone che avevano fatto una vincita significativa o ereditato somme e beni rilevanti. Se in un primo momento la loro percezione di felicita' risultava elevata a distanza di un anno le stesse persone risultavano ancor più infelici rispetto ai tempi precedenti la vincita o l' aver ereditato. 
La felicita' e' uno stato di equilibrio tra il desiderabile ed il possibile e se la crescita economica non va di pari passo con una crescita personale il rischio e' di sentirsi ancor più infelici.
Esistono persone che per tutta la vita vivono in uno stato di squilibrio ... quelli che una persona a me cara definisce "vorrei ma non posso". Queste persone si agitano molto, cercano di dare un'immagine di se' completamente diversa da come in realtà sono e vivono imprigionati nei loro schemi mentali. Diventano cosi difficili le relazioni con gli altri, aumentano le frustrazioni e i nemici immaginari ... Sono in sostanza incapaci di vivere in modo fluido e libero.
La felicita' sta nelle cose semplici. 
E' stato chiesto ad alcuni stilisti famosi "cos'e la felicita' ?" e vediamo cosa hanno risposto....
Dean e Dan Caten, DSQuared2 - "la vita, mio fratello, il lavoro e i sogni"
Vivienne westwood -"lottare per quello in cui si crede, dimostrare un interesse verso qualcosa, impegnarsi per salvare l'Artico e la foresta pluviale, per tutelare il nostro pianeta dal cambiamento climatico"
Poter Dundas, Emilio Pucci- "il mio lavoro: sono un uomo fortunato. E' la sensazione di calore al cuore che sento quando vedo un colore che mi piace, una stampa riuscita o un abito in movimento"
Massimo Giornetti, Ferragamo - "il sentimento assoluto che provo di fronte al manifestarsi della bellezza: l'arte, il cinema, la musica, la letteratura. Gustare il sapore di un'eccellente cucina. La complicità di un legame sincero. L'intimità di una profonda amicizia"
Domenico Dolce e Stefano Gabbana - "guardare due bambini giocare, il tramonto sul mare e l'albanese in città. La nostra famiglia e gli amici, incontrare una donna che indossa un nostro abito. E il nostro lavoro!"
Viktor & Rolf - "la nostra amicizia. Riuscire ancora a essere creativi dopo vent'anni di lavoro insieme ci riempie di gratitudine reciproca"
Mariuccia Mandelli, Krizia - " lavorare, creare e pensare sempre a nuove idee"
Alessandro Dell'Acqua - "quando a fine sfilata tutto e' andato bene e sei contento perché raccogli i frutti di tanti mesi di lavoro"
Marc Jacobs, Louis Vuitton-" e' un amore speciale. E' dolcezza e divertimento. E' empatia tra la vista e le sensazioni. La magia della moda che disegno, e' un sentimento che non trova fine, non importa dove ti porta e cosa raggiunge: non vorresti mai interromperla"
Laura Lusuardi, Max Mara - " quando sogni una collezione e poi la vedi realizzata esattamente come te l'aspettavi"
Francisco Costa, Calvin Klein- " quando c'e' una ragione per sorridere"
Massimo Giorgetti, Magm- " correre il rischio di essere sfrontato nella mia creatività "
Paul Smith - "la cosa che mi rende felice e' svegliarmi ogni giorno"
FedericoPiaggi e Stefano Citron, Gianfranco Ferre' - "ancora, dopo tanti anni, vedere le nostre idee e i nostri desideri sui bozzetti evolversi in forme e tessuti e diventare infine abiti di una collezione"

Beh, traete voi le vostre conclusioni ...

Vi lascio con questa frase di Viktor Frankl 

"sempre più persone oggi hanno i mezzi per vivere, ma non danno alla vita un significato per cui vivere"





martedì 30 luglio 2013

Il coraggio di superare le difficoltà

Non e' facile perseguire i propri obiettivi, specie in un momento particolare come questo, quando tutto attorno sembra spingerci all'immobilismo assoluto. Timori, perplessità, preoccupazioni, paura ... Agiscono come freni. Il motto nei momenti di crisi e' "non rischiare".
Il punto e' che se nessuno fa nulla, nulla potrà mai cambiare.
Iniziamo con il non sprecare che e' comunque un obbligo morale. Evitare di perdersi in cose superflue e' una grande lezione di vita. Tornare all'essenziale, al piacere delle piccole cose, dei piccoli gesti e' un segnale e l'inizio di un percorso di crescita personale.
Cominciamo a fare le cose che possiamo fare. Tante volte siamo bravi a trovare scuse: c'e' la crisi, aspettiamo tempi migliori, i politici non fanno nulla.... Ma noi, cosa possiamo fare? Cosa possiamo cambiare noi? 
 Se smettessimo di occuparci di aspetti che non dipendono da noi e sui quali non abbiamo alcuna influenza e ci soffermassimo a riflettere su ciò che noi possiamo cambiare nel nostro piccolo troveremmo sicuramente il coraggio di andare avanti nonostante le difficoltà.



Benessere e Motivazione

In questi giorni sto osservando con attenzione e divertimento lepersone che vedo per strada e sono tutte agitate, frustrate, arrabbiate, irascibili, in altre parole sono incapaci di essere felici. Entrate in un ufficio postale o al supermercato e sentite che si lamentano sempre di tutto: lavoro, casa, marito, compagno, amante, figli, società, politica, ecc … Tutto sembra essere contro di loro o almeno questa è la loro sensazione …
Ma cosa fanno per cambiare questo loro stato? Nulla.
Dietro la loro frenesia, la loro negatività c’è un atteggiamento passivo di pretesa/attesa e intanto il tempo passa … E’ un po’ come guardare un film ed esclamare “Uffa, che noia!” quando si potrebbe benissimo cambiare canale o, meglio ancora, spegnere la TV.
Calate tutto questo nel mondo del lavoro e capirete perché le persone stanno male.
In tredici anni di lavoro come consulente e formatrice in varie realtà organizzative ho potuto osservare diverse situazioni che mi hanno fatto riflettere sul tema del benessere e della motivazione.Un tema a me caro che studio ed approfondisco da diversi anni.
L’incapacità di vivere pienamente la propria esistenza, ed il lavoro ne è un aspetto importane; ha notevoli ripercussioni sul proprio e altrui stato psico-fisico.
Assisto spesso a situazioni in cui le persone hanno la necessità di non stare ferme, condizione che può essere fisica o mentale, quasi avessero il terrore di chiedersi “ma io, chi sono?” ,“Che senso ha quello che faccio?”, “Posso farlo meglio?”.
Purtroppo il silenzio e il meditare su se stessi, l’essere in sintonia con la propria essenza più intima fa paura. Meglio allora riempire i vuoti di tempo che sono poi i vuoti dell’anima, per non pensare, per essere trasportati dall’onda non si sa dove e non si sa perché.
E così nelle organizzazioni si sviluppano situazioni di assoluto non senso … Nascono ripicche, pettegolezzi, dispetti, conflitti … Ma a chi giova tutto questo mi chiedo?
Ricordo che tanti anni fa durante un corso di formazione avevo in aula diverse persone che subito si sono poste sulla difensiva dicendo: “Noi siamo come una famiglia, ciò che ci rovina sono solo i pettegolezzi!”. Io e il mio collega abbiamo lasciato ampio spazio a questo loro interloquire sui pettegolezzi e alla fine ci hanno detto “Voi cosa ne pensate?”. E noi : “Smettete di farli se vi fanno stare così male!”… Ricordo ancora i loro volti attoniti.
“Come?” ha detto una signora. E noi “Certo chi li fa i pettegolezzi e chi vi può impedire di farli? Solo voi! Quindi smettete di farli!Non penserete mica che debba arrivare una comunicazione ufficiale per impedirvi di fare dei pettegolezzi?”. Da quel punto in poi è nato un rapporto di grande collaborazione e messa in discussione dei partecipanti che ha portato ha notevoli risultati in termini di benessere, motivazione e redditività per l’azienda.
Bravi noi? No!
Non ci attribuiamo questo merito perché sarebbe iniquo. Ogni persona ha già le soluzioni dentro di sè; il compito di noi formatori è farle venire fuori, ovvero facilitare i processi di cambiamento e far vedere loro la realtà da un altro punto di vista.
Vicktor Frankl una volta disse “la ricerca di significato da parte dell’uomo è la motivazione principale della vita e non una razionalizzazione secondaria delle forze istintive”.
Ed è da qui che vorrei partire per riflettere sul perché tante volte ci troviamo a consumare il nostro tempo dietro cose inutili o ad arrabbiarci, soffrire, stare male perché qualcuno ci ha detto …, ci ha fatto …, non ci ha capito … Non sono queste le cose importanti. Chiediamoci invece quale senso vogliamo dare alla nostra esistenza, al nostro lavoro … e allora i pettegolezzi, il malessere, i dispetti, i rancori passeranno in secondo piano e non avranno più alcun senso.
Il mio è un invito a prendere in mano la propria vita, sia professionale sia personale, e cominciare ad agire. Non aspettate perché il vostro benessere è importante.
Tante volte quando tengo sessioni formative sul benessere e la motivazione noto che le persone pensano alla motivazione come a qualcosa che deve ancora accadere e quando chiedo di specificare meglio ciò che intendono per motivazione appare chiaro chequello che si deve cambiare è sempre qualcosa che riguarda l’esterno (un nuovo lavoro, una nuova casa, un altro capo, ecc …). Quindi rimangono in attesa che qualcosa cambi … Ma non è così che funziona!
Motivazione significa avere un motivo, una ragione per agire.
Essere motivati e stare bene dipende solo da noi. Esistono solo due scelte possibili nella vita “accettare le cose così come sono”rischiando di stare male, essere insoddisfatti, infelici, agitati, in continua attesa oppure “accettare la responsabilità di cambiare”(Denis Waitey). E’ solo nostra la scelta. Essere felici è una scelta che si fa tutti i giorni se si ha chiaro quale senso dare alla propria esistenza.
Fatevi questa domanda: “Che senso voglio dare alla mia vita?” “Che senso voglio dare al mio lavoro?”

 

mercoledì 17 luglio 2013

Fai della tua vocazione il tuo divertimento

"Il segreto del successo nella vita e' fare della tua vocazione il tuo divertimento" 
Mark Twain

Mi sono trovata ad occuparmi di formazione un po' per caso e con quella giusta dose di fortuna che magari non si e' in grado di comprendere nell'immediato.
Ricordo che all'inizio mi chiedevo :"Che ci faccio io in un'azienda? Cosa avro' da insegnare a questa gente che senz'ombra di dubbio ne sa piu di me?"
Premetto che sono partita da molto lontano...oggi e' la prima cosa che dico quando formo i miei collaboratori.... "Se sono riuscita io, possono riuscire tutti". 
Già, dovete sapere che come psicologa sperimentale fino a qualche giorno prima di intraprendere questa professione mi occupavo di esperimenti scientifici in laboratorio sull' apprendimento, i disturbi dell'apprendimento, i ritmi circadiani e la loro influenza sull'apprendimento, ecc...ecc... E per di più ero solita chiamare le persone soggetti! Proprio cosi soggetti....
E' chiaro che partivo da zero... Dovevo imparare tutto e mi sono messa in gioco, ho mandato giù tanti rospi, sopportato comportamenti scorretti nei miei confronti, ho lavorato per diverso tempo senza percepire alcun compenso ma mi sembrava giusto (almeno allora) dovevo imparare tutto e in fretta. Non dovevo perdere altro tempo.
E cosi e' iniziata la mia avventura nel mondo della formazione. Scoprendo quasi subito che e' un mondo dove l'apparenza conta in genere più dei contenuti, dove non e' facile introdurre delle novità, dove si parla tanto di importanza di risorse umane ma alla fine si fa ben poco, dove i cambiamenti sono solitamente operazioni di semplice make up.
Potevo io adattarmi a tutto questo? Certamente no! Quando mai ho scelto la via più facile nella mia vita?
E per non smentirmi ho cominciato a farmi delle domande, ad approfondire aspetti esistenziali, filosofici arrivando a sostenere che chi fa formazione deve occuparsi principalmente di insegnare ad Essere e poi ad acquisire tutte le competenze necessarie per il Fare. Insieme alla persona che mi ha selezionata e anche formata abbiamo cominciato a progettare la formazione mettendo al centro della nostra attenzione la persona e finalizzare i nostri interventi al Bene-Essere per passare al Bene-Fare ed infine al Bene-stare. Allineare e far convergere i desideri e le attese dell'imprenditore e del lavoratori. Il Benessere e' benessere per entrambe le parti. Abbiamo fatto questo in tempi in cui di benessere nelle aziende non parlava nessuno. 
All'inizio sicuramente qualcuno ci ha preso per matti.
Ma non eravamo contenti. C'era qualcosa che ancora non andava: percorsi troppo lunghi e con scarsa possibilità di monitorare i risultati... Ci siamo rimessi a studiare, abbiamo messo a punto un metodo, lo abbiamo testato, migliorato, affinato...fino a definire nei minimi dettagli un metodo atto a raggiungere risultati efficaci in tempi brevi, in modo personalizzato, più aderente al modo di funzionare del nostro cervello, con possibilità di applicazione immediata sul campo e step di verifica e monitoraggio dei risultati.
E cosi ho scoperto che questo era il lavoro che volevo fare e che univa due aspetti che mi caratterizzano: il desiderio di poter sperimentare, innovare, usare la mia creatività e aiutare gli altri in un percorso di Benessere. 
Affiancare aziende in un percorso chiamato successo e le persone nel loro percorso di crescita personale e professionale e' ciò che faccio, che voglio fare ed e' soprattutto ciò che da' un senso al mio lavoro. Un senso che va oltre il guadagno e le ore di lavoro.
Spesso mi capita di sentire frasi del tipo "tutto questo lavoro uccide", "passiamo più tempo al lavoro che con la nostra famiglia", "non vedo l'ora di andare in ferie", "al lavoro il tempo non passa mai"... A queste persone consiglio di porsi delle domande, anzi forse una sola: "qual e' il senso di ciò che sto facendo? Qual e' il senso che voglio dare alla mia vita?"
Se fai del tuo lavoro la tua passione non c'e' differenza tra tempo libero e lavoro, divertimento e fatica... E' quello stato di "flow" che Mihaly Csikszentmihalyi ha coniato nel 1975, definendo quello stato di pienezza, di realizzazione, di felicita' che si verifica quando tutto si svolge in armonia con le nostre decisioni. Il Flow e' uno stato che presuppone passione e creatività. 
Passione e creatività e' ciò di cui mi occupo, ciò che faccio e da' un senso alla mia vita.



martedì 16 luglio 2013

Ogni uomo e' un'artista

In questi giorni mi e' capitato di pensare spesso alla ormai celebre frase di Joseph Beuys "Ogni uomo e' un'artista".
La crisi dell'uomo contemporaneo, la perdita di identità , sono le motivazioni essenziali che hanno impegnato tutta la vita di questo uomo e della sua arte.
Egli ricercava attraverso la realtà una via di accesso alla verità, che non riconduceva all'arbitraria invenzione del sistema in cui viviamo. Secondo Beuys questa verità esiste già nel mondo; l'uomo non deve fare altro che riscoprirla, attraverso se stesso e nella natura. Quindi "l'uomo e la natura, con l'animo riconciliato, costruiranno un mondo vero". Questa e' la sintesi del pensiero beuysiano.


La creatività e' per Beuys strettamente legata alla natura di tutti gli uomini e da essa non può inoltre essere disgiunta in alcun modo una profonda connotazione di libertà.
"Ogni uomo e' un artista". Con questo slogan, spesso frainteso, Beuys non vuole affermare che ogni persona e' un pittore, uno scultore; il riferimento e' alle qualità di cui ogni persona può avvalersi nell'esercizio di una professione o mestiere, qualunque esso sia.


Quanti di noi considerano il proprio lavoro una forma d'arte? 
Come cambierebbe la nostra vita se mettessimo tutto il nostro entusiasmo in ciò che facciamo?
Chi si e' mai chiesto se quello che facciamo ha un risvolto positivo per la società ? Chi trova beneficio in ciò che realizziamo con il nostro lavoro?
Forse saremmo meno depressi, stressati, frustrati, apatici, annoiati!
Quindi?
Dipende sono da noi. Rimbocchiamoci le maniche, lavoriamo (indipendentemente da ciò che facciamo) con lo stesso entusiasmo, la stessa passione, la stessa dedizione che un'artista mette nel realizzare la sua opera d'arte. 
Il nostro lavoro e' una forma d'arte!

Il lavoro ci rende liberi e può essere fatto con entusiasmo anche quando non siamo capiti, anche quando nessuno ci dice "bravi", anche quando la crisi rende tutto più difficile...dipende solo da noi! Cosa vogliamo fare? Continuare a guardare l'orologio nell'attesa che scada il tempo necessario per timbrare il cartellino o vivere serenamente e con soddisfazione il nostro lavoro?



Rinascita Personale e' anche su Twitter

Seguici su Twitter @RinascitaPers



Rinascita Personale e' anche su facebook....

www.facebook.com/pages/Rinascita-personale/247790855326823



Visitaci....