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mercoledì 6 novembre 2013

Perché non si parla di entusiasmo nelle organizzazioni?

Leggendo articoli, libri di management, inserzioni di lavoro ... mi sono chiesta: " come mai le parole che caratterizzano l'organizzazione, il lavoro, l'azienda sono sempre cosi' tristi?"
Perché non si legge mai un'inserzione del tipo " cercasi esperto informatico allegro, positivo, capace di trasferire entusiasmo ecc...ecc..."
Il lessico che caratterizza le organizzazioni e' troppo deprimente ... Suggerirei di sostituire le parole disciplina, autorità, regole, obblighi, ecc... con entusiasmo, passione, coraggio, volontà, desiderio, voglia di imparare, creatività ... Cambiando le parole si può cambiare l'ambiente e si cambia l'ambiente anche le persone cambiano. Cambia la prospettiva; e' piu' facile mettersi in gioco.
Cosi' se al mattino uno si alza con il mal di testa ma sa che ad attenderlo c'e' un ambiente vitale, prende un'aspirina e va al lavoro contento ma se l'ambiente e' deprimente e' meglio prendersi tre giorni di malattia!
Entusiasmo e' sempre un vantaggio competitivo, usiamolo!
Il termine entusiasmo deriva dal greco enthumos che significa ardore, ardire, coraggio, riconoscere lo spirito dentro di noi, sentirsi posseduti dalla vita. Tutti sono consapevoli di essere vivi; con l'entusiasmo si tratta di sottolinearlo a se stessi e di constatare che, dal momento che chi e' vivo vive, conviene cercare di agire la situazione anziché subirla.
Ora, sento già le voci delle persone che non fanno altro che trovare scuse ed essere incazzate tutto il girano dire "si, ma le persone entusiaste non hanno i piedi per terra, non sono concrete, ecc..ecc...". Chi lo ha detto?
Innanzitutto le persone entusiaste sono positive, danno sempre il meglio di se', non si lamentano ma agiscono nel qui ed ora. Inoltre sanno creare un ambiente di lavoro collaborativo e allego. In fine sanno gioire dei risultati positivi ottenuti e non si giustificano per quelli mancati che diventano al contrario un'occasione per migliorare e migliorarsi.
E' esattamente quello di cui le aziende hanno bisogno oggi: avere persone entusiaste, capaci di non perdersi d'animo, creative, capaci di lavorare in team... La differenza e il successo di un'impresa dipendono dalle persone. Tutto ciò che si può comprare lo possono avere tutti. Quindi, e' ora di tirare fuori il coraggio e cambiare le regole del gioco...iniziamo a cambiare le parole che si usano nelle aziende e tiriamo fuori l'anima!

martedì 16 luglio 2013

Ogni uomo e' un'artista

In questi giorni mi e' capitato di pensare spesso alla ormai celebre frase di Joseph Beuys "Ogni uomo e' un'artista".
La crisi dell'uomo contemporaneo, la perdita di identità , sono le motivazioni essenziali che hanno impegnato tutta la vita di questo uomo e della sua arte.
Egli ricercava attraverso la realtà una via di accesso alla verità, che non riconduceva all'arbitraria invenzione del sistema in cui viviamo. Secondo Beuys questa verità esiste già nel mondo; l'uomo non deve fare altro che riscoprirla, attraverso se stesso e nella natura. Quindi "l'uomo e la natura, con l'animo riconciliato, costruiranno un mondo vero". Questa e' la sintesi del pensiero beuysiano.


La creatività e' per Beuys strettamente legata alla natura di tutti gli uomini e da essa non può inoltre essere disgiunta in alcun modo una profonda connotazione di libertà.
"Ogni uomo e' un artista". Con questo slogan, spesso frainteso, Beuys non vuole affermare che ogni persona e' un pittore, uno scultore; il riferimento e' alle qualità di cui ogni persona può avvalersi nell'esercizio di una professione o mestiere, qualunque esso sia.


Quanti di noi considerano il proprio lavoro una forma d'arte? 
Come cambierebbe la nostra vita se mettessimo tutto il nostro entusiasmo in ciò che facciamo?
Chi si e' mai chiesto se quello che facciamo ha un risvolto positivo per la società ? Chi trova beneficio in ciò che realizziamo con il nostro lavoro?
Forse saremmo meno depressi, stressati, frustrati, apatici, annoiati!
Quindi?
Dipende sono da noi. Rimbocchiamoci le maniche, lavoriamo (indipendentemente da ciò che facciamo) con lo stesso entusiasmo, la stessa passione, la stessa dedizione che un'artista mette nel realizzare la sua opera d'arte. 
Il nostro lavoro e' una forma d'arte!

Il lavoro ci rende liberi e può essere fatto con entusiasmo anche quando non siamo capiti, anche quando nessuno ci dice "bravi", anche quando la crisi rende tutto più difficile...dipende solo da noi! Cosa vogliamo fare? Continuare a guardare l'orologio nell'attesa che scada il tempo necessario per timbrare il cartellino o vivere serenamente e con soddisfazione il nostro lavoro?